Sono nato a Milano nel 1986 da sangue 100% calabrese e sono cresciuto tra le strade, le scuole, i campi da calcio e le palestre di karate dei quartieri Lorenteggio-Giambellino-Foppa-Solari.

Mi sono laureato in Economia all’Università alla Cattolica del Sacro Cuore di Milano, a seguito di un percorso triennale in Management e di una successiva specializzazione biennale in Politiche del Settore Pubblico.

Durante il mio percorso accademico ho concentrato molto l’interesse per lo studio della cosa pubblica e lo sviluppo di idee per governarla: l’oggetto della mia tesi di laurea triennale è stato l’evoluzione di Milano da città e metropoli, concentrandomi sulle dinamiche demografiche (tema oggi diventato centrale nel dibattito politico) che stavano investendo il capoluogo lombardo e sulle loro conseguenze in termini di politiche amministrative per il futuro; come oggetto di tesi magistrale invece ho svolto un lavoro di analisi sui sistemi di finanziamento e di governance dei sistemi sanitari, con particolare attenzione a quello lombardo.

Concluso il percorso universitario, ho avviato la esperienza lavorativa nel settore della consulenza alla Pubblica Amministrazione: dapprima formandomi in una società attiva nel supporto normativo, fiscale e gestionale agli Enti Locali, poi occupandomi di politiche culturali in Regione Lombardia.

Parallelamente alla mia attività formativa/lavorativa ho portato avanti la mia attività politica/culturale. Nel 2009 ho co-fondato il think tank ‘IlTalebano.com’ (che ho diretto fino al 2017), con lo scopo di sensibilizzare la politica alla valorizzazione dei concetti sociali di identità sovranità e comunità, ponendo l’accento sull’importanza dell’apporto intellettuale nella costruzione di progetti politici per il Paese e attivando svariate collaborazioni con importanti esponenti politici, intellettuali e giornalisti.

Con ‘Il Talebano’ ci siamo in particolare concentrati sul rapporto di collaborazione con Matteo Salvini, che abbiamo supportato attraverso un’intenso lavoro culturale e di opinione nella trasformazione della Lega da movimento indipendentista del Nord a movimento nazionale. Un progetto che con ‘Il Talebano’ siamo stati i primi in Italia a invocare come necessaria svolta culturale/politica per portare le istanze sovraniste al governo del nostro Paese.

Una convinzione figlia del mio fortissimo senso di appartenenza alle origini meridionali che mi ha sempre fatto vedere la Lega come un movimento identitario non in quanto alimentatore di un conflitto tra Nord e Sud bensì come promotore della difesa delle identità e specificità locali e di un’alleanza tra territori per il rilancio dell’Italia. Motivo per il quale nel 2011, nell’occasione della mia elezione a consigliere del Municipio 6 di Milano, mi presentai provocatoriamente in campagna elettorale come “il diversamente padano”.


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