Se pensavate che il Front National avrebbe trionfato, non avevate capito nulla

14 Dic 2015 - POLITICA NAZIONALE

Se pensavate che il Front National avrebbe trionfato, non avevate capito nulla

Dopo il primo turno delle elezioni regionali francesi, in molti si sono lasciati andare a facili entusiasmi, annunciando l’avvento del salvatore del mondo ancor prima di capire che cosa stava succedendo. In molti ovviamente si sono anche affrettati a fare paragoni con il contesto italiano, utilizzando il FN come prova provata certificata del fatto che si potesse tranquillamente vincere senza alleanze e senza niente, semplicemente facendo i duri e puri.

E però poi il FN si è scoperto che non ha vinto un bel niente.

Il Front National è diventato il primo partito di Francia perchè la gente di Francia non è andata a votare. Al primo turno l’affluenza al voto non aveva raggiunto il 50%. Il 27% è dunque 1/4 non del popolo francese, ma della sua metà. Ed è bastato un “Attenti al lupo!” per far sì che questo 27% diventasse un nulla di fatto. Lasciando al popolo esultante del primo turno solo il moto d’orgoglio dell’aver perso con onore. Peccato che in politica perdere con onore serve a poco e che la Francia è rimasta in mano ancora agli stessi.

Chi auspica un cambiamento politico ha poco da esultare e molto da pensare.

Il metodo Le Pen è vincente per fare lotta di opposizione, ma è perdente se si punta a prendere le redini di un Paese e cambiarne la rotta. Vincere da soli richiede convincere un 51% vero della popolazione a seguirti. Impossibile in un meccanismo di democrazia rappresentativa nel quale la gente non si riconosce più. Oggi a governare è una minoranza di una minoranza, per cui tendenzialmente si hanno partiti che governano sul 100% delle persone con l’appoggio soltanto del 15% di esse. Dittatura.

Finchè però il meccanismo non viene modificato, bisogna però fare i conti con esso.

Andando da sola, la Le Pen ha goduta di un incremento percentuale dei voti dovuto alla riduzione del numero dei votanti. Ma è stata gambizzata dal Sistema con un facile gioco di accoppiamento tra Sarkozy e sinistra. A conti fatti dunque il FN è paradossalmente risultato funzionale al Sistema, che lo ha usato per convincere la gente ad andare alle urne al secondo turno (che ha raggiunto il 60% di affluenza) così da rafforzarsi e legittimarsi. Un po’ sul modello Movimento 5 Stelle in Italia.

Ora Salvini deve fare tesoro di questa lezione francese.

Perchè i risultati d’oltralpe sono una risposta a chi gli imputa di dialogare con altri partiti. Ma sono anche un monito a stare attento a non fare troppo affidamento su partiti espressione del Sistema, quelli che al momento opportuno potrebbero lanciarlo all’arrembaggio per poi gridare “Attenti al lupo!” e sostenere Renzi. E sono anche un avvertimento a non cullarsi troppo su un consenso nato sulla protesta, perchè tutti sono bravi ad abbaiare ma tutti poi hanno paura a cambiare.

Si sa quel che si lascia ma non si sa quel che si trova.

Ecco perchè per vincere bisogna prima far capire realmente alla gente che cosa troverebbe se lasciasse il vecchio. Cosa possibile lavorando in modo profondo alla costruzione di un progetto sociale organico, alla sua condivisione che tutte le altre forze che si dimostrano organiche a esso, allo sviluppo di un’azione di propaganda a 360 gradi. E alla proposizione di un concreto progetto di rinnovamento del Sistema.


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