VINCENZO SOFO
Europarlamentare Lega

Se il Comune non vuole contrastare lo spaccio in Colonne, almeno lo valorizzi

19 Set 2016 - Categoria: MILANO

Ora che il Comune di Milano sembra che abbia di fatto “liberalizzato” il commercio di droga alle Colonne di San Lorenzo, ci aspettiamo che il Sindaco Beppe Sala perlomeno lo tassi. Affinchè i milanesi possano almeno avere un ritorno da questa riproduzione di Tijuana a Milano.

Chi infatti nell’ultimo periodo ha tanto discusso a proposito della necessità di legalizzare la droga in Italia, probabilmente non si è mai fatto una passeggiata a Milano in zona Colonne: è il paradiso degli spacciatori. Tu cammini e ne incontri quanti ne vuoi, di tutti i tipi e di tutte le età. E’ talmente social la cosa che le Colonne ormai sono diventate l’unico posto in città in cui puoi andare anche da solo che tanto qualcuno con cui chiacchierare lo trovi sicuro, da tante sono le persone che ti si avvicinano chiedendoti “Fumo?”.

Anzi, forse sono addirittura troppe e ormai l’offerta è diventata talmente superiore rispetto alla domanda che sempre più spesso la sera scattano scenate di gelosia tra pusher con conseguenti risse: calci pugni e bottigliate, come nei film di Bud Spencer.

Eppure le Colonne non sono periferia ed è quindi molto strano che la sinistra le snobbi. La sinistra, di solito, il centro di Milano lo frequenta parecchio. O forse sono siamo noi i plebei che si illudono che centro siano anche le Colonne e non soltanto La Scala e il Parenti. Fatto sta che Beppe Sala in Colonne non si è mai visto. E neppure la Rozza, il cui stipendio da assessore è teoricamente legato al fatto che si occupi di sicurezza. Né tantomeno il Saviano de noantri, David Gentili, che da anni colleziona incarichi istituzionali antimafia senza che si capisca mai in concreto per far cosa.

Non ci resta dunque che affidarci alla Tajani perché, se un problema non lo vuoi risolvere, almeno è bene che lo trasformi in opportunità. E lì a quanto pare di opportunità ce ne sono parecchie: lavoro, attività produttive, commercio, risorse umane. Con un buon piano di politiche integrate, il Comune potrebbe sfruttare la nuova identità che ha scelto di dare alle Colonne (paradiso della droga) per sviluppare l’intero quartiere secondo questa indole: e allora proporre la tassa di occupazione del suolo pubblico per gli spacciatori così come si fa per tutti i commercianti (in fondo, anche quello è da considerarsi dehor); obbligarli a emettere scontrino ma prevedere una tassazione agevolata affinchè si possano attirare commercianti di droga anche dall’estero; organizzare mensilmente una fiera della droga come si fa sui navigli con l’artigianato, affinchè si possa creare anche un afflusso turistico; creare una no tax area per tutti quegli esercizi commerciali (negozi, hotel, ecc.) che adottano agevolazioni ad hoc per chi giunge su quel territorio per motivi di droga, costituendo una card da consegnare all’utente al momento dell’arrivo così da creare un sistema integrato di scontistiche e incentivi.

In tal modo si stimolerà la domanda che tornerà ad essere in equilibrio rispetto all’offerta, eliminando gelosie e dunque risse tra spacciatori. E facilitando la vita a quei poveretti della Polizia locale che ogni sera vengono mandati lì a prender pugni.

(pubblicato su Affaritaliani.it)