PER SBARAGLIARE RENZI E SILVIO, BASTA PUNTARE SULLE IDEE

7 Ott 2015 - POLITICA NAZIONALE

PER SBARAGLIARE RENZI E SILVIO, BASTA PUNTARE SULLE IDEE

Ieri abbiamo scritto che bisogna salvare Salvini da quelli che lo vogliono in croce, dando pure due dritte su come evitare le trappole di Silvio. E di tutta risposta, ci è stato chiesto per quale motivo andrebbe salvato.

Semplice: perché l’opposizione e l’alternativa a Renzi non può essere affidata a Berlusconi. Per il semplice motivo che Berlusconi e Renzi sono la stessa cosa. In economia si chiamerebbe: cartello. In questo panorama, l’ascesa di Salvini è una benedizione. Personaggio in grado di competere da pari a pari con il Premier e più solido del Movimento 5 Stelle perché, a differenza di questo, innalzato su un terreno politico culturale e ideologico ben radicato: quelle del cosiddetto filone identitario, che abbraccia il leghismo la destra e via dicendo.

Salvini è stato bravissimo proprio a far sì che leghismo destra e via dicendo iniziassero ad abbracciarsi in una nuova sintesi, superando persino lo storico confine del Po. Ciò fa indiscutibilmente di lui il punto di riferimento.

Molti obiettano che, però, alla fine dei conti il salvinismo non sia altro che slogan. In effetti lo slogan è una parte consistente del metodo Salvini, amaramente necessario in una politica ormai cannibalizzata dai media. Nessun politico o partito si salva oggi da questa pratica. Ma Renzi/Berlusconi non ha bisogno di andare oltre allo slogan perché messo lì a garantire una politica meramente di facciata dietro alla quale far liberamente manovrare altri poteri; e Grillo può evitare di andare oltre allo slogan perché fino a ora ha fatto capire di volersi limitare all’opposizione.

Salvini invece vuol puntare a governare. E non sarebbe un governante calato dall’alto, ma salito dal basso. Dunque “la ruspa” gli è fondamentale per attirare l’attenzione (e prender voti), ma non gli è utile per accreditarsi (diventare leader). Anzi alla lunga è controproducente, se non viene fatto vedere che dietro c’è un progetto ben definito. E’ questo elemento infatti a consentire la fidelizzazione degli elettori oltre che la nascita sul territorio di persone che si mettano a costruire per te.

La realizzazione di un progetto ben definito ha per forza di cose bisogno del pensiero, dunque della cultura. Non è un caso che l’accreditamento di Salvini come referente politico nell’elettorato di “destra” (fino a quel momento molto scettico su di lui) sia avvenuto grazie a collaborazioni con intellettuali di riferimento per quel mondo. Lo stesso Renzi ha costruito lo spessore della sua figura mostrandosi accanto a uomini di cultura vari.

Ecco perché gli intellettuali non vanno fatti scappare. Anche perché, la cosa più semplice che può fare Salvini per marcare una differenza netta con Renzi/Berlusconi, è opporre al vuoto il contenuto. Meglio ancora, per dirla alla Buttafuoco, la realtà alla finzione. Che significa, le cose concrete alle chiacchiere.

Tutto questo all’interno di un’icona nella quale tutti i nuovi seguaci possano riconoscersi e sognare. Il sogno è importante, lo dimostra il fenomeno dirompente del leghismo negli ultimi 20 anni. Ora che la dimensione territoriale è diventata più vasta, la carta vincente per essere attuali senza rinnegare il passato è la Lega dei Popoli. Cosa che Salvini, saggiamente, pare voglia riproporre.

Ma il sogno è incompatibile con il vecchio e va di pari passo con il nuovo: dunque la mossa finale che consentirà a Salvini di mettere davvero in difficoltà Renzi sarà circondarsi di giovani capaci. Renzi è passato per un figo perché ha sostituito i le facce dei politici di sinistra, proprio come ai tempi fece Berlusconi con i politici di destra. Perché giovane, si sa, è sinonimo di novità. Purché abbia la testa. E non si rinunci ad avere accanto “vecchi” saggi.

Se Salvini riuscirà in questa selezione, i fregati saranno Renzi e Berlusconi.


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