Marion Le Pen: «Il mio Vincenzo? Charme e sovranismo. Lo aiuto»

2 Mag 2019 - ARTICOLI

Marion Le Pen: «Il mio Vincenzo? Charme e sovranismo. Lo aiuto»

Con sua zia Marine anima la politica francese. Adesso proverà ad animarla, per via indiretta, anche in Italia. Marion Maréchal Le Pen, classe ’89, è la fidanzata di Vincenzo Sofo — fondatore di uno dei siti di riferimento della Lega, Il Talebano — e voluto da Matteo Salvini come candidato al sud del Carroccio alle Europee del 26 maggio.
È stata lei a spingerlo a scendere in campo?
«Vincenzo è in campo da molti anni: il lavoro fatto da Il Talebano a sostegno del progetto sovranista di Matteo Salvini è arrivato anche in Francia e condivido pienamente la sua idea circa la necessità di un’alleanza franco-italiana».
Come vi siete conosciuti?
«Tre anni fa, in Italia, in occasione di alcune conferenze sul sovranismo e l’Europa che Vincenzo aveva organizzato. Gli ospiti erano Salvini e Giorgetti. Ero stata invitata come deputato del Front national. Lo charme italiano probabilmente ha fatto il resto…».
Lo aiuterà in campagna elettorale?
«Se riterrà utile sarà un piacere scendere nel Sud Italia al suo fianco, soprattutto in Calabria dove mi ha già portato in vacanza».
L’Europa è ormai sempre più divisa tra europeisti e sovranisti. Uccidete il sogno europeo?
«Stiamo assistendo a un grande momento populista. Termine che molti interpretano negativamente nel senso del risveglio dei bassi istinti del popolo, come se le élite non avessero altro che istinti elevati. E che invece consiste nel risveglio della maggioranza silenziosa. Per la prima volta la maggioranza assoluta del gruppo destra-centro-sinistra europeista può essere rimessa in discussione».
A dirigere il «rassemblement» sovranista c’è la regia di Steve Bannon. In Italia la sua figura spaventa.
«Quelli che hanno paura della figura di Bannon sono gli stessi che hanno paura del popolo. Gli stessi che tacciano di razzista, omofobo o eurofobo chi non si allinea al grande sogno del multiculturalismo, dell’umanità senza genere e senza radici. Steve Bannon espone delle diagnosi molto corrette della situazione nella quale viviamo. Dopodiché, spetta agli europei assumere la leadership dell’alleanza sovranista europea».
Lei difende Bannon che ha conosciuto Salvini tramite Federico Arata, figlio di Paolo Arata. Quest’ultimo è indagato per corruzione assieme al sottosegretario leghista Armando Siri. Non vi imbarazza?
«Non parlo di cose italiane».
Sua zia Marine svetta nei sondaggi ma poi perde. È colpa del vostro cognome? Per questo ha scelto di chiamarsi solo Maréchal?
«No, è colpa di un sistema elettorale nazionale che impedisce alle forze politiche di avere una presenza parlamentare pari al loro consenso. C’è un deficit di democrazia che ha generato una crisi sociale che è sfociata nella rivolta dei gilet gialli».
Ecco, come si risolve la crisi dei gillet gialli?
«L’unica soluzione è sciogliere il Parlamento e tornare ad elezioni».
In Italia domina la scena Matteo Salvini. Qual è il suo giudizio sul vicepremier leghista?
«In Francia, Salvini è molto popolare perché incarna il coraggio e la volontà politica ritrovata. Quando Macron lo ha definito lebbra populista ha commesso un grave errore».
Salvini e Di Maio litigano sempre. Dureranno?
«Non è mio compito pronunciarmi sulle questioni interne al governo italiano. Ma è certo è che una simile alleanza sarebbe stata altamente improbabile in Francia».

Intervista pubblicata qui


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