IL 25 APRILE E’ UNA FESTA DA ABOLIRE

3 Mag 2018 - POLITICA NAZIONALE

IL 25 APRILE E’ UNA FESTA DA ABOLIRE

La cronaca delle celebrazioni del 25 Aprile a Milano è da mani nei capelli. I centri sociali si sono scagliati contro la Brigata Ebraica. Che a sua volta non voleva che alla manifestazione ci fossero i filopalestinesi. E per evitare casini era stato predisposto un attento servizio d’ordine fatto – tra gli altri – dai militanti del PD, che però si guardavano in cagnesco con i militanti 5 Stelle. E poi è arrivata la Cigl ad attaccare la sinistra per le politiche del lavoro.

La verità è che il 25 Aprile è per natura una festa che alimenta le divisioni tra gli italiani. E’ una festa fondata sull’odio con lo scopo di mantenere vivo l’odio. Perché su questo odio ci sono forze politiche e associative che da 70 anni ci campano, ostacolando in tutti i modi – per fini elettorali o lucrativi personalistici – la possibilità che l’Italia si lasci finalmente alle spalle le vicende della Seconda Guerra Mondiale e che ritrovi un clima di serenità relativamente alla sua storia.

La verità è che il 25 Aprile è una festa politica (quasi partitica) a tutti gli effetti. Poco c’entra la sensibilizzazione verso uno spirito di unità nazionale: se così fosse, non si spiegherebbe per quale motivo gli stessi che tanto pathos mettono sulle celebrazioni del 25 aprile se ne freghino totalmente delle celebrazioni di quella che – sulla carta – dovrebbe essere a tutti gli effetti la festa dell’unità nazionale, il 17 Marzo. Che, ad esempio, quest’anno è passata totalmente inosservata (come tutte le ricorrenze costruite artificialmente).

La politica deve prendere atto del fallimento del 25 Aprile e cancellarlo dal calendario. Anzi, cancellarlo no perché se ne eliminerebbe l’unico effetto positivo (la possibilità di fare un giorno di vacanza) ma modificarne radicalmente il significato sì, trasformandola in giornata per la riconciliazione nazionale. Anche perché la presa di coscienza che politica finora non ha avuto il coraggio di maturare, la sta già maturando la popolazione: che ogni anno partecipa sempre meno alle manifestazioni e si dirotta sempre più verso le grigliate con gli amici.

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