Fertility Day: La verità che nessuno dice sul perchè abbiamo così paura a sfilarci il preservativo

2 Set 2016 - SOCIETÀ

Dio benedica la Lorenzin che con la campagna #FertilityDay ha fatto una cosa geniale, anche se lei non lo sa. Perchè grazie a dei cartelli provocatori è riuscita a dar risalto a un tema che altrimenti non si sarebbe filato nessuno e perchè, sempre grazie a quei cartelli provocatori, ha fatto venire un’ulcera al variegato e schizofrenico mondo femminista.

L’Italia vive una crisi demografica che inizia a essere drammatica, seppur poco evidente agli occhi della gente. Drammatica perchè mette in crisi il sistema sociale e drammatica perchè mette a rischio il futuro del Paese. Drammatica perchè con la scusa del “gli italiani non fanno più figli” il governo sta giustificando l’importazione di massa di manodopera a bassissimo costo, che in passato si chiamavano “schiavi” e che ora chiamiamo “rifugiati”.

Il paradosso è che ad avventurarsi in una campagna che esorta alla procreazione sia un governo che ha messo l’istituzione famiglia sotto tortura, non compiendo azioni a sostegno di chi vuol metter su famiglia e compiendo azioni che rendono la famiglia più fragile. Fare figli comporta un aumento considerevole dei costi a fronte del quale il governo non concede aiuti: nè sul fronte casa nè sul fronte asili, ad esempio. Fare figli richiede una disponibilità di tempo che il governo non agevola: l’orario di lavoro di lavoro che si prolunga sempre più (mentre altri paesi stanno introducendo la riduzione a 6 ore), la non adeguata tutela della maternità e della post-maternità, l’aumento dell’età pensionabile, la non valorizzazione del ruolo dei nonni, ad esempio. Fare figli richiede una stabilità dell’ambiente (la famiglia) all’interno del quale questi vengono poi allevati che il governo sta distruggendo: il divorzio breve, le leggi riguardanti i genitori separati,  la riduzione dell’istituzione famiglia a rapporto affettivo o ancora peggio contrattuale, ad esempio.

Ma la verità è che se la gente non figlia non è per un motivo economico bensì culturale. A differenza di quanto replica la stragrande maggioranza di quelli che stanno insultando la Lorenzin, non sono i soldi la vera variabile discriminatrice in questa scelta. Altrimenti non si spiegherebbe perchè paesi più poveri facciano più figli di noi o perchè nella stessa Italia, in condizioni economiche peggiori, si facevano più figli di ora. La gente oggi di far figli non ha voglia. O magari ce l’avrebbe anche, se non fosse che però costa sacrifici. La gente di una volta considerava i figli una cosa talmente bella e importante nella vita che a costo di farli stringeva la cinghia, rinunciava al lavoro o lavorava il doppio. La gente di oggi considera i figli una cosa talmente marginale da metterla dopo il lavoro e dopo l’happy hour. E a inculcare questa idea malsana è stata la politica che ha impostato tutta la società sul lavoro e ancor peggio sulla produttività, imponendola attraverso una catena di falsi miti da inseguire (emancipazione, denaro, carriera, ecc.) continuamente propagandati dai media (basti pensare a quanti articoli escono al giorno d’oggi su quanto è bello essere single, quanto è bello essere senza figli, quanto è bello essere manager, quanto è bello essere dei robot).

Chi oggi sbraita contro la Lorenzin è chi fino a ieri ha sbraitato contro la difesa della famiglia. Il coro più comune levatosi contro il ministro da parte femminile è stato “la fertilità è mia e la gestisco io”. Frase di una tristezza infinita, soprattutto poichè in molti casi detta da chi in realtà intimamente vorrebbe esercitarla questa fertilità e se non lo fa non è perchè non se lo può permettere, ma perchè ne ha paura. Perchè ormai i legami affettivi sono diventati sempre più volatili, perchè ormai prendersi un impegno e mantenerlo non è più di moda, perchè ormai posticipare la fase di giovinezza spensierata è diventato lo sport nazionale.

E chi oggi ha il valore della famiglia deve stare attento a farla perchè ha il problema di con chi farla, considerato che il 90% della gente in giro si è ormai ubriacato perdutamente di quelle visioni distorte sopra descritte, tanto che non solo i divorzi sono in vertiginoso aumento ma se prima erano vissuti con sofferenza oggi addirittura iniziano a spuntare le agenzie che organizzano i Divorce Party.

Il problema è che se da una parte la colpa della politica è aver promosso questo tipo di società, la colpa della società è di aver abboccato. Ma preso atto che la società è fessa e abbocca sempre, se la Lorenzin vuol farci procreare deve solo ricominciare a proporre azioni esattamente opposte a quelle sopra descritte. Ecco, magari con locandine più convincenti.


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