Elogio di Piccardo, che con la poligamia ha messo ko i liberal

9 Ago 2016 - SOCIETÀ

La richiesta di introduzione della poligamia in Italia da parte del fondatore dell’ Unione delle Comunità Islamiche (Ucoii) Hamza Piccardo è assolutamente sensata, al contrario di quanto ha sbraitato la politica italiana.

La poligamia è perfettamente in linea con il trend che il buonismo liberal ha imposto alle dinamiche sociali del nostro Paese. Piccardo, infatti, ne fa intelligentemente una questione di diritti. Con un ragionamento inconfutabile: se va bene il matrimonio gay perché l’amore è un diritto, per quale motivo l’amore plurimo dovrebbe essere discriminato? I diritti, ci insegnano i liberal, devono essere per tutti e per tutto.

La politica italiana non può permettersi di rispondere picche a Piccardo. Perlomeno non può permetterselo chi, facendone una bandiera rivoluzionaria come la sinistra o tenendo un atteggiamento da Ponzio Pilato come il famigerato centrodestra moderato (si salvano solo Lega e FdI), ha spianato la strada alla legge Cirinnà e tutte le sue conseguenze.

Ridicolo è che queste forze che si sono prostrate ai desideri Lgbt ora facciano muro di fronte ai desideri degli islamici. Come se il diritto è sempre bello se non è musulmanello.

La politica italiana, Lega e Fdi a parte, è ora moralmente obbligata ad accettare la poligamia. Perché la politica italiana, avendo fatto del matrimonio un desiderio usando il “diritto” come specchietto per le allodole, ne ha distrutto il significato.

L’unica risposta contraria sensata a Piccardo, sarebbe riconoscere il matrimonio non come desiderio ma come responsabilità, in quanto impegno a replicare la formula sulla quale si basa la nostra comunità: la famiglia, tramite la riproduzione e la successiva educazione dei figli.  Riproduzione che per decisione della natura e non nostra è possibile solo dall’unione di uomo e donne ed educazione che, in ogni comunità, risponde alla tradizione alla cultura agli usi e ai costumi di un popolo… che, nel nostro caso, prevede la famiglia né come comunità hippie né come palestra spartana né come harem, bensì come nucleo fatto di un marito, una moglie, dei figli.

Peccato però che oggi, in Italia, sostenere questo è essere bigotto, omofobo, criminale. Insomma cattolico, aggettivo che sta sempre più diventando spregiativo nella neolingua del pensiero unico. Tutto per decisione dei liberal. Che ci hanno imposto di essere liberal e ora però non vogliono che anche i musulmani si aggreghino alla giostra. Integrazione sì, purché serva al business: dunque l’Islam va bene ma fino a quando non minaccia il mercato delle tette finte.

Piccardo con la poligamia ha messo ko i liberal. In attesa di un ritorno della civiltà europea, viva Piccardo.

(pubblicato su Affaritaliani.it)


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