ECCO PERCHÉ LE DONNE NON HANNO CAPITO NULLA

8 Nov 2015 - Senza categoria

ECCO PERCHÉ LE DONNE NON HANNO CAPITO NULLA

Dopo il botta e risposta tra due donne (leggi qui) sul tema della seduzione e dei rapporti di coppia, ecco un terzo intervento esterno sul mio blog – stavolta di un uomo – che vuol smontare tutti i castelli costruiti dalle due lettrici.

Ho trovato molto interessante vedere il riscontro che hanno ottenuto le considerazioni di Vincenzo prima (leggi qui) e Alessandra poi (leggi qui), ciò vuole dimostrare che anche oggi l’interesse verso la “coppia” e quindi la relazione donna uomo è sentita e reputata importante.

Appartenendo al genere dei maschietti preciso subito il mio pensiero sulla categoria di appartenenza: sono sfigati e vigliacchi. Sopratutto vigliacchi. Fuggono e non osano mai, non hanno coraggio nemmeno nel lasciare la propria femmina e spesso si accontentano, sono “comodini” adattati alla situazione che si creano o subiscono. Il maschio moderno è il vero perdente di questa modernità tanto amata a parole ma poi, nei fatti, detestata e odiata perché conduce a una vita fatta di finzioni.

Ma non voglio infierire sulla categoria a cui appartengo, dei maschietti, e dare gioco facile alle femminucce perché nella realtà, poi, voi che appartenete all’altro sesso, siete coloro che ci rimettono più di tutti in questa situazione. Da sempre ho la capacità di rendermi semplicemente antipatico e arrogante, lo dico apertamente: non me ne fotte nulla. Dico e faccio ciò in cui credo e i fatti mi danno spesso ragione. Sarò schietto e franco e dirò il mio punto di vista che potrò, nel caso qualcuno volesse verificare, dimostrare con una certa facilità.

IL PRINCIPE AZZURRO DI ALESSANDRA (ULISSE)

Alessandra ha presentato la sua posizione spiegando, con una fantastica metafora (ho realmente apprezzato molto la metafora di Penelope e Ulisse e ho compreso che le donne hanno una maggiore immaginazione di noi uomini troppo diretti e realisti), chi per lei è la donna a cui aspirare e quale è l’uomo che vorrebbe. In sostanza ha raccontato quanto tutte le donne vogliono da sempre: il principe azzurro. Non ha fatto altro che dire che lei ha un uomo idealizzato e attenda che arrivi e per questo oggi e single (poi parliamo anche di questo essere single e felice). Ma cosa è questo benedetto PRINCIPE AZZURRO? Non è altro che l’idealizzazione di un maschietto costruito in relazione a esperienze e racconti … o di film visti … o di romanzi … o di fotoromanzi. E’ quella speranza di trovare colui che nell’immaginario della donna la farà sentire la più bella, sicura e amata. La farà sentire ancora desiderata, le farà venire le farfalle nello stomaco ogni qual volta la avvicina, le farà vivere emozioni sempre nuove e soprattutto “per sempre”.

Dicevo che è una idealizzazione. Non esiste uomo che possa mantenere quel tipo di situazione in una donna, e i motivi per questo insuccesso maschile risiedono nelle stesse donne. Infatti una delle caratteristiche del genere femminile è quello di avere necessità di novità, di avere sempre bisogno di emozioni che riguardano la loro esistenza. Ogni rapporto inizia con donne infatuate e innamorate per poi andare verso una situazione di routine … ed ecco allora che la donna si allontana, arrivano le amiche, arriva il parrucchiere che immancabilmente stravolge la capigliatura. La donna ha iniziato a allontanarsi dal proprio uomo e nel caso arrivi un nuovo “principe azzurro” in grado di fare rinascere le farfalle nello stomaco ecco allora la fine della storia per una nuova emozione da bruciare velocemente. Ma tutto questo bel gioco ha una scadenza, le donne hanno minore tempo per costruire un qualcosa di stabile con un uomo e ad avere una situazione di semisicurezza, il suo fisico è biologicamente strutturato per catturare i maschietti in età giovane, poi l’entropia fisica diviene devastante e già dopo i 20 anni, spesso, ecco la cellulite fare la sua comparsa con l’allargamento dei fianchi. La biologia ci insegna che la donna è pronta per avere un figlio, dopo i 20 anni è il tempo giusto e il corpo lo dice chiaramente.

Il primo problema di una donna, quindi, è la creazione di un ideale di uomo.

Discorso generalista? La sociologia dimostra che i comportamenti umani sono standardizzati, sono inclusi in una logica che la psicologia chiama “modelli”. Donne e uomini hanno comportamenti simili davanti alle stesse circostanze. Osservate i maschietti nel corteggiamento e vedrete come agiscono nello stesso modo, le stesse tecniche, lo stesso tipo di approccio. Poi osservate le donne alla fine di una storia, i loro comportamenti, le parole che dicono, cosa fanno … vedrete che uguale circostanza uguale comportamento. E’ naturale, noi tutti viviamo in una stessa realtà e siamo quindi condizionati ai comportamenti dettati dalla società in cui viviamo. Credere di essere liberi dai condizionamenti è solo frutto di ingenuità e un qualsiasi semi-esperto di marketing potrà farvelo comprendere con semplici esempi su come siamo indotti ad acquisti inutili o come veniamo strumentalizzati a seguire le mode decise in una sala riunioni.

SONO SINGLE, SONO FELICE!

Ma veniamo alla seconda considerazione di Alessandra che mi ha lasciato veramente basito; la sua felicità di essere single. Credo sia la grande menzogna di Alessandra. Essere single per una donna è decisamente un fattore negativo. Anche se è verissimo che ogni donna ama essere corteggiata e apprezzata è anche vero che una donna accoppiata certamente ha più fascino di una libera. L’uomo, quello maschio, ama conquistare l’irraggiungibile e quindi la donna innamorata è la migliore conquista per un maschio. Detto questo diviene normale prendere in considerazione che per essere corteggiate, una donna, è in una posizione migliore quando è accoppiata.

Ma la questione più importante, qui so di fare arrabbiare le donne, ma non le femmine, è certamente quella riferibile al rapporto con un uomo. Descrivo il ragionamento. Mentre per un uomo è fatto di vanto andare con diverse donne e avere rapporti sessuali per la donna non è lo stesso. Il tentativo è quello di fare passare un rapporto sessuale di uomo e donna allo stesso modo mentre la realtà è molto differente e la biologia ci dimostra facilmente come i due ruoli siano differenti. Una donna ha sempre una certa difficoltà al rapportarsi sessualmente con un maschio tanto che spesso e volentieri usa la scusa dell’alcol o delle droghe per liberasi dal peso della propria coscienza. Non è solo una questione di come si appare di fronte agli altri ma anche e soprattutto un rapporto con se stesse. La donna sa benissimo che se non utilizzasse la pillola come il profilattico o la spirale etc. potrebbe rimanere incinta e quindi poi trovarsi in una situazione difficile.

L’uomo, invece, nei rapporti sessuali ha grandi vantaggi e dopo un rapporto è sempre libero, non ha “residuei”. Immaginiamo una condizione di un uomo e dieci donne e una di una donna con dieci uomini. Nel primo caso se una donna ha una gravidanza non vi sarebbe nessun problema a comprendere chi è il padre. Ma nel secondo caso? Chi sarebbe il padre? Questo piccolo esempio rende evidente una dimensione completamente differente dei due sessi e soprattutto dei vantaggi che hanno i maschi nei confronti delle femmine in una società deresponsabilizzata e iperindividualista.

Certo, oggi la moderna donna appartenente a questa società direbbe: faccio il test del DNA. Verissimo, poi dovremmo vedere se i dieci uomini sono d’accordo a farlo anche loro, ma il concetto resta ed è la differenza ben specifica per cui le femmine sanno di essere molto più preziose dei maschietti. Un mondo in cui vi sono donne e un uomo solo non vi sarebbe nessun problema per la riproduzione della specie; se fosse una situazione al contrario, invece, vi sarebbero tantissimi problemi e calcolatrice alla mano, in 4/5 generazioni l’essere umano sparirebbe. Ecco perché la donna è preziosa. La donna è vincente. La donna è unica e proprio per questo ha una situazione relativa al tempo. I dati ci dicono che le donne dopo i 35 anni hanno una grande difficoltà a creare una famiglia e infatti sono grandi consumatrici di farmaci per tranquillizzare il loro stato d’animo (in Italia la vendita di psicofarmaci è in continuo aumento e il 72% è in uso delle donne. Di questo 72% il 38% è tra la fascia di età tra i 25 e i 40 anni, per poi arrivare al 63%. Poi potremmo parlare di tutte le ragazze che in età tra i 20 e i 40 anni vanno dallo psicologo per problematiche relative ad autostima in rapporto alle loro relazioni coi maschietti. Dati allarmanti). Il mito del single arriva da lontano, dagli anni ’80 e il motivo è semplice, una persona sola è più debole ed è più facilmete gestibile per il sistema consumistico. Tutti gli studi dimostrano che è più facile indurre all’acquisto un bambino e una donna.

Ma una donna sola giovane ha anche un altro grande problema: il mal di vivere, il senso di vuoto (anche in questo caso i dati relativi agli psicologi possono dare una mano per comprendere bene questo problema). Il male di vivere è uno dei mali sociali più complessi che si conosca, il sentirsi inutili e il non sapere quale senso dare alla propria esistenza e le ragazze single tra i 25 e i 35 anni sono le prime a soffrirne. Perché? In questo caso non abbiamo una risposta univoca ma io credo che la ragione si esprima nel fatto di non sentirsi in linea con quanto il loro corpo gli chiede, cioè quello di mette in conto di creare una famiglia. Alcune diranno che ho una visione sessista, maschilista e antiquata e, come ho appena specificato, i dati in questo caso non confermano questa mia valutazione certo è che se è vero come lo è che le donne sono “progettate” per figliare (questo è indiscutibile biologicamente parlando) è normale pensare che interiormente nasca una difficoltà con se stesse nel momento in cui il corpo va in una direzione mentre lo stile di vita scelto va proprio nella direzione opposta. Che senso ha per una donna alzarsi la mattina e vivere inutilmente tra lavoro e divertimento?

Certo, qualcuna mi risponderebbe che la vittoria nel mio ragionamento è dell’utero… Ma la donna ha questa caratteristica unica, che lo si voglia o non lo voglia. La donna è socialmente importantissima e la sua bellezza non passa solamente dalla bellezza ma soprattutto dalla sua femminilità che è anche e soprattutto la capacità di potere generare la vita.

La vita di una donna, cara Alessandra, è più complessa. Ha più problematiche. Quella di un uomo si può soddisfare in modo basico: calcio, x-Box e puttane. L’uomo solo ha un senso, la donna sola è solo sconfitta e infatti sino a ieri si chiamava ZITTELLA, non basta utilizzare una parola straniera per cambiare il senso della realtà!

Fabrizio

(I dati e alcune considerazioni sull’importanza della donna nella società sono verificabili in “Dio o Darwin?” edizioni Kappa 2008 e “l’Ideologia del Godimento” edizioni circolo Proudhon 2015)


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