DITE A FRATELLI D’ITALIA CHE IL GENDER E’ UNA COSA SERIA

14 Set 2015 - Senza categoria

DITE A FRATELLI D’ITALIA CHE IL GENDER E’ UNA COSA SERIA

Ricordo che un mio amico, ai tempi del liceo, indossava sempre una maglietta con scritto “rifletti prima di pensare”. L’ho sempre trovato un consiglio utilissimo per evitare brutte figure. Evitare brutte figure è importante soprattutto in politica, dove la credibilità è roba che conta.

Ora, io lo so che questa battaglia sulla famiglia fa gola a molti. All’inizio quasi tutti, Braveheart mancati, ne avevano paura: nessuno osava uscire fuori dal coro perchè tutti tenevano a restare nel recinto del politicamente corretto. Sono dovute arrivate Regione Lombardia e la Lega, tutte sole solette, ad esporsi sui temi “No Gender” e “Pro Famiglia” e improvvisamente tutti si sono riscoperti cuor di leone. C’è una cosa infatti che tira il politicante più di un carro di valori: un pelo di voti.

Che tutto il centrodestra adesso voglia salire sul carro del No Gender perchè ha visto che chi lo ha coraggiosamente messo in piedi ha ottenuto il plauso da tantissima gente, era prevedibile. E in fondo, pragmaticamente parlando, va bene così: che lo facciano per credo o per cinismo poco importa, l’importante è che nei fatti diano una mano a chi si è in tempi non sospetti preso carico della battaglia. Però l’ossessione elettorale non deve far dimenticare il consiglio iniziale: riflettere prima di pensare. Altrimenti succede quel che è accaduto agli amici di Fratelli d’Italia, che hanno usato per i loro manifesti anti-gender delle immagini che erano invece state fatte come campagna pro-gender.

Fratelli d’Italia è sempre stata contraria alle droghe leggere. Chiediamo che faccia altrettanto con le droghe pesanti.

Almeno che non si tratti di svista ma di confusione vera e propria sul tema. Perchè di gender molti ne parlano ma pochi ne sanno, si veda ad esempio la lezione che proprio oggi a Milano terrà l’assessore di Pisapia, Pierfrancesco Majorino… Rinomatissimo e autorevolissimo esperto sull’identità di genere (siamo ironici, eh). Ecco, si spera solo che la Meloni e i suoi per prepararsi non siano andati a lezione da Majorino, altrimenti sarebbe tutto spiegato.

Il problema è che il gender è una storia seria, se la si tratta da macchiette, si cade nel ridicolo e si legittima coloro che vogliono spacciarla come una barzelletta inventata dalla destra per farsi campagna elettorale. Con buona pace di quel milione di persone che qualche mese fa è sceso in piazza a Roma per chiedere il sostegno della politica in difesa della sana educazione dei propri figli. Se i politici sono questi, siamo freschi.


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