COME SI SEDUCONO (DAVVERO) GLI UOMINI

29 Ott 2015 - Senza categoria

COME SI SEDUCONO (DAVVERO) GLI UOMINI

Una donna, rispondendo al mio pezzo ‘Come si seducono le donne‘, rivela la vera carta che il suo genere ha sempre avuto in tasca per sedurre irrimediabilmente l’uomo, fin dai tempi dell’antica Grecia… roba da fare infervorare le femministe.

Scrivendo questa risposta femminile all’articolo ‘Come si seducono le donne‘, ho ripensato a tutte le centinaia di “10 regole d’oro per conquistare un uomo” lette, analizzate con scetticismo, e poi cestinate con malcelato ribrezzo. Perché no, signore mie, non esiste il vademecum della perfetta seduttrice.

Esiste, solo e soltanto, l’inventario delle cicatrici amorose che portate addosso, l’aggiornatissimo registro delle tranvate che avete preso voi, le vostre migliori amiche, le vostre peggiori nemiche – ‘ste stronze. È per questo che, nel buttar giù due righe sugli infallibili trucchi di seduzione femminile, ho pensato subito a me, a quel che so perché l’ho vissuto. Io, 29 anni, un buon lavoro, molte amiche, molti amici, un discreto numero di ex e zero storie d’amore in corso. Ebbene sì.

L’essere single mi provoca scompensi? No. Anzi. L’esser single ha forse minato la mia autostima? Ma non scherziamo. Perchè la mia personalissima ricerca empirica ha dimostrato che se il valore di un uomo è deducibile dal modo in cui approccia una donna, il valore di una donna si coglie dal prototipo/ideale femminile cui una donna si ispira. Ebbene sì.

I “maschi”, quindi, c’entrano solo fino a un certo punto. Ed entrano in gioco in un secondo momento. Perché l’unico modo per trovare il compagno giusto è avere abbastanza autostima – e consapevolezza di sè – da rifiutare senza timore gli uomini palesemente sbagliati. Se so chi sono, cosa mi rende felice, quanto posso investire in un rapporto di coppia, so che tipo di uomo può stare al mio fianco; se so cosa voglio trovare, saprò anche come cercarlo.

Perché se la mia Musa ispiratrice si chiama Penelope (sì, proprio quella dell’Odissea), mica posso illudermi di riuscire a metter su famiglia con un troiano raccattato per strada o con un procio scelto a caso. Eh no.

E adesso veniamo a noi, veniamo alla cara, vecchia Penelope. Pensando alle tecniche di seduzione femminile, io, tipo ologramma, ho visualizzato subito davanti a me quella signora bella, altera, fedele e astuta che seppe attendere per 20 anni il suo uomo, su un’isoletta sperduta, confortata solo da un figlio cresciuto senza padre e da un cane decrepito; la donna che non cedette al richiamo della carne, alle lusinghe di uomini ambiziosi, allo sconforto della disillusione. La donna che, forte e risoluta, decide chi scegliere, e nel frattempo regala ai pretendenti l’illusione di poter stabilire quando e come sceglierla.

Ecco, io credo non esista un personaggio più seduttivo, più genuinamente femminile di lei, di Penelope. Non c’è Calipso, Nausicaa, Circe che possa reggere il confronto.

Non c’è uomo che possa rinunciare al carisma di una Penelope per la cieca sottomissione di una Calipso; non c’è uomo che accetti di barattare la sudata maturità di una Penelope col fascino lolitesco di una Nausicaa; non c’è uomo dotato di ingegno speciale che preferisca una mangiauomini collezionista di maiali da giardino come Circe, a una compagna di vita fedele come Penelope.

Per conquistare un figo come Ulisse, dobbiamo ambire a esser fighe come Penelope. Ho capito che gli uomini di valore meritano la nostra pazienza, la nostra comprensione; ho capito che molti uomini non pretendono per forza di portare i pantaloni, vogliono solo che – anche nel 2015 – una donna consenta loro di portarli senza per questo sentirsi sminuita o prevaricata.

Io, 29 anni, un buon lavoro, molte amiche e molti amici, sono single perché ho deciso di aspettare il mio Ulisse. Ebbene sì. Però, ecco, meglio se non ci mette 20 anni ad arrivare.

Alessandra

«Quando giunse e varcò la soglia di pietra, sedette di fronte ad Odisseo, nella luce del focolare, vicino alla parete opposta: egli, appoggiato ad una grande colonna, stava seduto, lo sguardo a terra, aspettando se gli parlasse la sposa illustre, dopo averlo visto con i suoi occhi.
Ma lei sedeva silenziosa, da molto, era sorpreso il suo cuore: ora le sembrava di riconoscerlo guardandolo in viso, ora invece le appariva sconosciuto con quelle vesti lacere.»
(libro XXIV, vv. 88-95)


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *